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INTERVENTO DELL'AVV. MCHELE MOCERI IN CONSIGLIO COMUNALE
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domenica 9 gennaio 2011

Dal PdL, a Monsummano Terme, solo proposte concrete

La demagogia e la presupponenza non servono alla Città
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L’abbandono del PdL della seduta consiliare, al momento del voto sul bilancio di previsione 2011, ha un significato ben preciso, che va al di la delle facili e purtroppo non veritiere affermazioni, vizio reiterato della sinistra, che è stato anche spiegato in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2010, e che il Sindaco e la sua Giunta fanno finta di non capire.
Si è cercato di far comprendere, invano, anche in questa occasione, che l’approvazione dei punti fondamentali per la vita della Città, quale può essere il Bilancio di previsione, non può passare attraverso un semplice si o no, ma richiede, affinché l’opposizione dia il suo apporto, che sia il frutto di un lavoro, che, anche se non condiviso nella sua totalità, faccia diventare rilevante un accordo di massima sulle linee di impostazione programmatica del testo da votare.
Per il bilancio di previsione, il PdL chiede che si stabiliscano a priori le regole del gioco, e propone che si seguano per la redazione e per l’approvazione dello stesso dei semplici passi concertati, in un clima di massima collaborazione. Innanzitutto che  si faccino delle previsioni che siano quanto più rispondenti alla realtà. Si esaminino tutte le entrate possibili, anche con i riscontri sui risultati dell’anno precedente e con i tagli eventualmente imposti dalle legge, si scorporino tutte le spese obbligatorie, quali stipendi, spese di gestione, interessi, ammortamenti mutui, etc., e sulla cifra residua si apra il confronto per decidere sul cosa fare, come farlo, sulle priorità, sui tagli. Fino a quando il bilancio di previsione è fatto in base a scelte politiche della sola maggioranza, dal PdL non ci sarà nessuna forma di collaborazione.
L’Amministrazione ha la brutta abitudine di presentare i pacchetti deliberativi a scatola sigillata ed intoccabile, e l’opposizione per essere collaborativa si deve limitare ad approvare quanto viene proposto. Qualsiasi proposta di modifica, a prescindere dall’essere o meno migliorativa, non viene nemmeno presa in considerazione. Ogni proposta dell’opposizione trova davanti un muro invalicabile, ed a volte viene anche pesantemente dileggiata; mentre ogni proposta della sinistra dovrebbe trovare l’opposizione accondiscendente e rispettosa.
Cosa che avviene anche nelle Commissioni permanenti, dove regolarmente vengono presentati pacchetti a scatola chiusa, non si accettano suggerimenti, e le votazioni sono solo una formalità. L’Amministrazione, infatti, ha la maggioranza in tutte le Commissioni e siccome tutto quello che è stato portato in Commissione è già stato approvato dalla maggioranza, la votazione in Commissione ha sempre un risultato scontato in partenza. Continuando con queste modalità, il PdL farà la proposta di abolire le inutili Commissioni permanenti, anche per risparmiare i gettoni di presenza e gli straordinari degli impiegati e dei funzionari che devono partecipare alle relative riunioni.
Una cultura che non si riesce a comprendere! Ed a proposito di cultura. Spesso con la spocchia che contraddistingue la sinistra si accusa l’opposizione di volere tagliare i fondi alla cultura e quindi di essere in sostanza, il PdL, un partito rozzo ed insensibile che rema contro la cultura. E’ bene precisare ancora una volta che il PdL non è contro la cultura in generale, il PdL è contro la cultura di questa sinistra, è contro il tipo di cultura che cerca di confondere la cultura vera e libera con la cultura comunista della stampa e propaganda di partito.
Accusare sempre il Governo e Berlusconi di tutti i mali del nostro Paese e di tutti quelli che si riflettono sulle casse dei Comuni è solo un comportamento politico irresponsabile che mira solo, attraverso la retorica e le promesse, ad accaparrarsi il favore del proprio elettorato.
L’amministrazione è come il demagogo che fa leva sui sentimenti irrazionali e sui bisogni sociali latenti, alimentando la paura ed anche l’odio nei confronti degli avversari politici e delle minoranze, rappresentate in Consiglio comunale da due gruppi distinti. Il PdL, che con quattro Consiglieri comunali porta avanti la propria linea politica, frutto di scelte che democraticamente vengono discusse all’interno del Coordinamento politico locale del partito, senza perdere di vista gli obiettivi della propria linea politica a livello provinciale, regionale e nazionale; e la Lista civica “Noi per la gente” che con quattro Consiglieri comunali porta avanti una propria linea, che se pur orientata verso la politica del centrodestra, ha una propria autonomia che la porta a fare le sue scelte che spesso coincidono con quelle del PdL ma che in altre occasioni divergono.
La dialettica interna di un partito veramente libero di scegliere e di pensare non è facile che sia giustamente compresa da chi la parola democrazia l’ha sempre usata solo per riempirsi la bocca.
Se il Sindaco e l’Amministrazione coglieranno il senso delle proposte dell’opposizione, il PdL è disponibile ad aprire il tavolo del confronto e della collaborazione, che deve necessariamente passare da una immediata riforma del Regolamento Funzionamento degli Organi Comunali; se viceversa vorranno mantenere il comportamento di sufficienza e di arroganza fino ad ora tenuto non cerchino la loro legittimazione nella richiesta di un improbabile confronto con l’opposizione.
Facciano da soli e si rendano responsabili, davanti alla cittadinanza, del loro operato. Alle prossime elezioni il popolo giudicherà!

Michele Moceri
Consigliere Comunale
Coordinatore Comunale PdL

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