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giovedì 20 gennaio 2011

Le riflessioni sul "caso Ruby" di Francesco Bardelli

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Siamo alle solite. La sinistra, non avendo più argomenti per battere Berlusconi, si affida ai magistrati amici, ed i magistrati rossi, non avendo più argomenti neanche loro, si affidano a Ruby. Ma si può, dico io, essere caduti così in basso? I signori della sinistra non hanno ancora capito che più rovistano nel torbido della vita privata del premier (che non è un santo), più gli italiani danno ragione e sostengono quest’ultimo. Non hanno che ergersi a paladini della moralità e dei buoni costumi è un’arma impropria e controproducente perché gli italiani, che non sono né stupidi, né bacchettoni, simpatizzano più per una persona che cerca di divertirsi un po’ nella sua vita privata, piuttosto che per i novelli giudici della Santa Inquisizione, che pontificano su tutto senza averne alcun titolo. Ma quali sono gli argomenti politici, i programmi di governo, le proposte alternative che porta avanti la sinistra a parte Ruby, Noemi, D’Addario, i gay-pride e Vendola? Forse che loro sono così “santi” da non avere mai avuto a che fare con chi esercita il mestiere più antico del mondo? Vorrei a questo proposito ricordare le vicende di Marrazzo e Sircana, che preferiscono i trans alle belle ragazze. E’ forse un delitto cercare la compagnia di compiacenti e disponibili ragazze, che certamente delle sprovvedute non sono? Ricordo che la signora D’Addario era così ingenua ed inesperta da aver addirittura registrato l’incontro con il premier per mezzo di microfoni e registratori nascosti. Roba da spie del Kgb. E Ruby? La ragazza che la pm rossa Boccassini vuole far passare per un’incauta e virginea fanciulla nelle grinfie dello stupratore Berlusconi? Non solo sembra una quarantenne molto scaltra, ma soprattutto ha sempre negato di aver avuto rapporti sessuali col premier. E se anche li avesse avuti, dov’è il reato, che la sinistra sta cercando di usare come grimaldello per scalzare l’odiato Berlusconi dalla poltrona di Presidente del Consiglio, chiedendone, con un’inaudita e spropositata veemenza, le immediate dimissioni? Un suggerimento per i signori della sinistra che non hanno ancora trovato il bandolo della matassa nonostante Bersani proclami ai quattro venti di aver finalmente trovato il programma (salvo però guardarsi bene dal dire quale sia): siano meno ipocriti e abbiano più rispetto per l’intelligenza degli italiani.
Francesco Bardelli

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